sabato 13 dicembre 2008

Lucas Barrios


Le cronache di calciomercato di queste ultime settimane riportano numerosi interessamenti (tra le altre: Cruz Azul, Marsiglia, Benfica, Shaktar Donetsk all'estero e Atalanta, Udinese, Siena, Palermo, Chievo, Reggina, in Italia), per Gaston Cellerino, un centravanti argentino classe '86 che gioca nel club cileno dei Rangers (ma è in prestito dagli uruguaiani del Fenix Montevideo) e che sta disputando un ottimo Clausura, di cui è capocannoniere. Stiamo parlando senza dubbio di un 9 che merita interesse (prima punta, destro naturale, longilineo potente ed atletico), ma pure di una verifica abbastanza approfondita visto che solo pochi mesi fa è stato al centro di alcune critiche per il suo rendimento. Al contrario, da diversi mesi (da quando cioè è arrivato al Colo Colo), c'è un altro centravanti argentino, che sempre nel campionato cileno, sta giocando su livelli davvero incredibili e merita forse più attenzione: Lucas Barrios.

Lucas Ramon Barrios, nasce il 13 novembre 1984, a San Fernando, Buenos Aires in Argentina.
Prodotto del settore giovanile dell'Argentinos Juniors, debutta in prima squadra nel 2004, per poi cambiare diverse squadre in pochissimi anni: Tigre, Temuco, Tiro Federal, Cobreloa. Dopo un ottimo (14 presenze e 9 gol) secondo semestre con i messicani dell'Atlas nel 2007, passa al Colo Colo per 2,5 milioni di dollari nel gennaio di quest'anno (l'acquisto viene definito in realtà a giugno dopo 6 mesi di presito e dopo una non semplice trattativa). L'impatto è subito importante con 19 gol (capocannoniere) segnati nel torneo di Apertura (il titolo sfugge però nella doppia finale con l'Everton). Attualmente (in attesa della sfida decisiva per l'assegnazione del Clausura, contro il Palestino), siamo complessivamente a 35 reti in 36 presenze. L'erede di Humberto Suazo è arrivato.

187 cm per 87 kg (fonte il sito del Colo Colo, non mi pare però affidabile al 100%) fisico longilineo, muscolare, potente, compatto, Barrios è una prima punta che viene abitualmente schierata in coppia con un altro attaccante (Gazale o Moya), che sa adattarsi a movimenti più esterni e meno "profondi" rispetto a quelli che preferisce l'argentino (generalmente il tridente offensivo è completato da uno dei protagonisti della rivelazione del Cucuta versione 2007, ovvero il colombiano Macnelly Torres, che funge da enganche).
La struttura fisica così possente, unita a buone doti atletiche lo rendono estremamente difficile da marcare (perlomeno per i difensori del campionato cileno). Risulta anche agile, dotato in acrobazia, efficace sulle palle alte (il movimento è quasi sempre a tagliare sul primo palo, sui cross laterali), dopo i primissimi appoggi, sa anche prendere un'ottima velocità in progressione (e contrastarlo quando è lanciato in corsa è una sfida persa in partenza). E' un destro naturale, il calcio è potente (anche se a volte difetta di precisione), tecnicamente è discretamente impostato ed è abbastanza disinvolto nel controllo di palla.
E' un attaccante che cerca moltissimo la profondità, giocando spesso al limite del fuorigioco ed è abile nello smarcarsi senza palla per suggerire il passaggio.


Valutazione : 7

giovedì 11 dicembre 2008

Matias Suarez


La straordinaria prolificità di talenti argentini in determinati ruoli (trequartista/seconda punta), praticamente ad ogni generazione (se guardiamo alle ultime nazionali under17 o under20, in ogni gruppo c'erano almeno 4 o 5 ragazzi di incredibile talento; provate a contare solamente quelli che vi vengono in mente tra in nati dall'87 all'89... parleremo in uno dei prossimi articoli di alcuni classe '90 che non siano solamente Salvio), finisce per far passare in secondo piano (perlomeno in giovanissima età) alcuni ragazzi di grandissime potenzialità, ma che per questo "overbooking" (o una carriera meno "facile") sono meno sponsorizzati e considerati di qualche loro coetaneo. Alcuni esempi possono essere Diego Buonanotte, Nicolas Gaitan, Lautaro Acosta, Sebastian Blanco ed, in misura ancora maggiore, Diego Perotti o, appunto, Matias Suarez.

Matias Suarez (soprannominato Oreja) nasce il 9 maggio 1988 a La Falda (provincia di Cordoba), Argentina. Comincia a giocare in un club del suo paese, l'Unión San Vicente ed a 14 anni, su segnalazione di un osservatore locale, passa al Belgrano di Cordoba con cui debutta da professionista, il 29 ottobre 2006, subentrando a Carlos Andres Soriano, contro l'Arsenal Sarandi. Dopo diverse presenze nel Clausura 2007 (in cui però il club, non vuole mettergli troppe pressioni addosso, facendolo passare come possibile salvatore della patria di un club che stava lottando per non retrocedere), è nella stagione successiva, nella serie B argentina che esplode, diventando il secondo realizzatore della squadra e fornendo prestazioni di grandissimo livello che suscitano l'interesse di diversi club, tra cui l'Anderlecht con cui firma nel maggio del 2008 un contratto di 5 anni. Dopo i primi mesi, tra problemi di ambientamento e qualche fastidio fisico, si sta mettendo sempre più in luce come un talento di grandi prospettive nella squadra che al momento comanda la Jupiler League.

182 cm per 70 kg, Suarez è un attaccante abbastanza eclettico che può giocare sia da prima, che da seconda punta. Nei suoi primi mesi al Belgrano venne schierato anche esterno, su entrambe le fasce, di un centrocampo a quattro in linea e da enganche dietro ad un unica punta (Daniel Rios), lo stesso ruolo in cui debuttò da professionista. Attualmente, nelle partite in cui lo ha fatto partire da titolare, Jacobs, tecnico dei bianco-malva, lo ha fatto giocare o da punta centrale in un tridente con Legear e Boussoufa ai lati, o in coppia con il connazionale Frutos.
Destro naturale, fisico normolineo, leggero, asciutto e reattivo è un giocatore agile e rapido negli spazi stretti, quanto veloce e dalla corsa fluida, in progressione. Tecnicamente molto dotato, estremamente elegante nelle sue giocate, ha un notevole controllo di palla (ed è difficilissimo sottrargliela, anche quando viene raddoppiato) ed è molto abile nel saltare l'uomo sia in corsa che da fermo. Rapidissimo nel girarsi, quando si trova spalle alla porta, manda quasi sempre fuori tempo l'avversario, cambiando poi passo e puntando a concludere l'azione il prima possibile anche con conclusioni da fuori area, in cui sa coordinarsi in modo egregio e calciare in maniera potente e precisa con entrambi i piedi (anche se non disprezza soluzioni più "morbide").
Si fa apprezzare anche sulle palle alte, per tempismo e stacco da terra, mentre dovrebbe migliorare in efficacia realizzativa (è uno di quei giocatori che segna i gol più incredibili e sbaglia quelli più semplici, anche se non credo sarà mai un vero e proprio bomber), in continuità d'azione e potenziarsi fisicamente.

Valutazione: 7,5.

lunedì 8 dicembre 2008

Il Punto dopo Tritium - Solbiatese

Avevo sottolineato come per questa Tritium il fattore più importante fosse quello psicologico: questa squadra aveva bisogno di credere in se stessa, aumentare la consapevolezza nei propri mezzi (che c’erano/ci sono) per poi migliorare le proprie lacune e puntare a qualche traguardo. Le cessioni dei vari Mazzini (già decisivo ieri…), Gemmi, Savarese, Marchesi e Bega sono state accompagnate da una giustificazione che era pressappoco questa: bisogna essere realisti, guardare la classifica e capire che non ci resta più molto da fare in questo campionato. Se già questo è il pensiero della dirigenza… dove si vuole andare? In realtà già a partire dai vertici sembra ci sia una sottovalutazione delle potenzialità (in gran parte inespresse) di questo gruppo ed una sopravvalutazione della competitività di questo girone: è bastata la vittoria di ieri per guadagnare 2 o 3 punti su tutte le squadre davanti in classifica (tranne il Calcio). Contando il recupero con il Merate ci potremmo trovare (facendo ipotesi realistiche) a –8 dalla coppia Colognese (che ha già giocato) / Pro Belvedere (che dovrà recuperare in casa contro la Caratese, che ha miglior difesa esterna del torneo… potrebbe pure uscire un pareggio). Il Renate non l’ho volutamente considerato perché, per valutazione mia rientrerà prima o poi nel gruppo. 8 punti in 20 giornate non mi sembrano assolutamente impossibili da recuperare… a patto che se ne abbia l’intenzione.

La formazione proposta ieri da mister Beggi denotava come fosse stata pensata per garantire una coesistenza tra Daldosso e Gemmi, nel caso quest’ultimo fosse rimasto. Una volta rientrato anche Roberto Bortolotto, ci sarebbe stato in effetti un sovraffollamento di giocatori in seconda linea che avrebbe richiesto qualche modifica nell’undici di base, per la sua soluzione. Si poteva pensare anche ad un cambiamento di modulo (4-3-3, con Daldosso a fare la mezzala, ad esempio), ma la formazione di ieri ha sgombrato qualsiasi dubbio.

Pomarè

Turani Cozzi Malgrati Riva

Corti Di Ceglie

E. Bortolotto Daldosso R.Bortolotto

Gambino

Il solito 4-2-3-1, prevedeva in fase di non possesso la presenza a sinistra del tridente offensivo, del rientrante Roberto, con Daldosso a fare il trequartista ed Enrico nella sua solita posizione. La mediana ieri era formata da Di Ceglie e Corti, ma nel caso della contemporanea presenza di Gemmi uno dei due posti sarebbe diventato suo, con l’ingresso di Rugiero (o del titolare Martinelli) come esterno destro basso al posto del Turani di ieri.
In fase offensiva però, R. Bortolotto tagliava verso il centro, con Diego che arretrava di qualche metro; lo spazio così creatosi sulla sinistra avrebbe dovuto essere “attaccato” da Riva che giocava decisamente più alto del solito, con Di Ceglie che si occupava di coprirne la zona lasciata scoperta.
In linea teorica un’idea interessante che avrebbe anche potuto funzionare e creare situazioni pericolose, all’atto pratico è andata un po’ diversamente. Riva ha corso tantissimo, ma non si è proposto quasi mai in maniera efficace, sbagliando spesso i tempi dell’affondo. In fase difensiva oltretutto su quella fascia abbiamo rischiato moltissimo, trovandoci spesso in parità numerica con l’esterno avversario, che fortunatamente per noi, non è mai stato raddoppiato.
Al contempo R.Bortolotto (naturalmente non ancora al 100%), è risultato abbastanza prevedibile e limitato nel suo gioco palla al piede in orizzontale, finendo spesso tra l’altro nella stessa zona di Daldosso. La qualità in fase di palleggio è sensibilmente aumentata, ma la circolazione di palla è sempre stata abbastanza lenta, statica con pochissimi movimenti senza (cosa che garantiva unicamente Mazzini) e con una certa difficoltà a dare sia ampiezza, che profondità alla manovra.
In questo quadro non stupisce che la prima conclusione interessante sia arrivata solamente al 43esimo del primo tempo.
La fase difensiva, finchè la partita è rimasta in parità, è sempre stata abbastanza ordinata, con distanze corrette tra i reparti e coperture sempre adeguate degli spazi. Dopo il fantastico gol del migliore in campo, Di Ceglie (bolide mancino da 30 metri), il baricentro però è inesorabilmente arretrato (nonostante gli sforzi di Cozzi di tenere la linea più alta possibile ed un accenno di pressing già cominciato nella trequarti loro da parte di Ciotta, non accompagnato dal resto della squadra), anche se siamo riusciti a gestire quasi tutte le situazioni offensive loro senza affanni particolari (ottimo Pomarè in un paio di uscite alte). Qualche problema di troppo si è notato invece nelle transizioni offensive, gestite con troppa frenesia.

Sicuramente il nuovo tridente offensivo avrà bisogno di maggiori collaudi per testarne l’efficacia e perfezionarne i meccanismi (anche se rimarrà sempre il problema dell’esterno basso che dovrebbe garantire l’ampiezza di gioco… potendo schierare Turani a sinistra, la cosa avrebbe già un altro significato), però per conto mio si potrebbe provare anche un’altra soluzione.

Pomarè

Martinelli Cozzi Malgrati Riva

Di Ceglie/Corti Daldosso

E. Bortolotto R.Bortolotto Ciotta

Gambino

Con l’arretramento anche in fase di non possesso di Daldosso in mediana, si guadagnerebbe in qualità già all’inizio della costruzione della manovra, evitando tanti palloni buttati via a caso (soprattutto dai centrali difensivi), troppe imprecisioni negli appoggi e qualche cambio di campo o lanci di 25-30 metri in più (che Diego sa fare alla grande). Roberto potrebbe tornare nella sua posizione di gioco (in partenza) ideale, avendo poi più possibilità di scelta sulla zona da attaccare (rendendo il tutto anche meno prevedibile).
Nella zona lasciata libera da Mazzini, per adesso ci sarebbe il solo Ciotta, in attesa di un auspicabile intervento sul mercato (insieme ad un centrale difensivo).

sabato 6 dicembre 2008

Marc Janko


Sono diversi i centravanti che pur mostrando fin da giovanissimi buone potenzialità, maturano ed arrivano ad esprimere appieno le proprie qualità relativamente tardi. Hoarau si è meritato l'ingaggio da parte del Paris Saint Germain quest'estate, dopo una stagione in Ligue2 con il Le Havre in cui aveva realizzato 28 gol in 38 partite, ma ha "già" 24 anni. In Italia il caso più emblematico è quello di Toni, che esplose nella stagione 2004/2005 segnando 30 gol in serie B con il Palermo a 27 anni. Quest'anno tutti i titoli ed i riflettori sono puntati sul centravanti del sorprendente (fino ad un certo punto) Hoffenheim, Vedad Ibisevic che dopo una carriera da giramondo, sta dominando la classifica marcatori della Bundesliga con 18 gol in 16 partite.
Beh, diciamo che i media sono perlomeno parziali, perchè in un'altra Bundesliga (quella austriaca) c'è un attaccante di 25 anni che ha segnato praticamente il doppio dei gol con sole due presenze in più... il trono di "rivelazione" dell'anno dovrebbe essere perlomeno condiviso.

Marc Janko (figlio di Eva Janko, medaglia di bronzo alle Olimpiadi in Messico del 1968), nasce a Vienna, in Austria, il 25 giugno del 1983. Dall'età di 8 anni entra nelle giovanili dell'Admira Wacker, con cui debutta in prima squadra nel 2003. Un paio di stagioni dopo, complici anche le buone prestazioni nell'under21, passa al Salisburgo in cui però fa molta panchina e poche apparizioni, fino alla primavera del 2006 in cui dopo una bellissima prestazione contro l'Austria Vienna, diventa titolare e chiude la stagione segnando praticamente un gol a partita.
A 23 anni sembrava la svolta della sua carriera, ma una serie incredibile di infortuni gli hanno rovinato le due stagioni successive (che gli sono costate anche la presenza all'Europeo di casa, dopo essere stato inserito nella lista dei 31 preselezionati) in cui ha collezionato solo 21 presenze e 7 gol.
Una volta però che il suo fisico lo ha lasciato in pace è letteralmente esploso segnando un numero impressionante di reti. In queste prime 20 giornate di campionato ha segnato 30 gol (con 5 doppiette, 4 triplette ed una quaterna) ed alla 18esima aveva già battuto il record del club di segnature in un unica stagione. Il neo ct degli austriaci Bruckner, ovviamente non poteva non farlo rientrare in pianta stabile in nazionale, in cui è tornato titolare segnando 2 gol (a Serbia e Francia) in 3 presenze.

196 cm per 88 kg, fisico longilineo potente, muscolare, resistente Janko è una prima punta che il tecnico Adriaanse schiera in genere in tandem con Zickler in un 4-4-2, oppure da punta unica in un 4-3-3 con due esterni che sono più posizionati più o meno "alti" in base alle esigenze (spesso sono però 2 attaccanti come lo stesso Zickler e l'olandese Nelisse).
Sinistro naturale, è un centravanti che sa dare profondità alla manovra ma risulta utile anche come sponda per i centrocampisti in possesso palla. Nonostante il fisico mastodontico non è affatto impacciato, è agile nei movimenti, ha buone doti acrobatiche ed atletiche, un apprezzabile controllo di palla (con le leve lunghe che si ritrova riesce ad effettuare anche negli "agganci" più difficili), è notevole nello stacco da terra e nella torsione quando deve concludere di testa. E' dinamico, prende velocità negli spazi ampi, ed è particolarmente dotato nel calcio, sia da fermo che in corsa, con entrambi i piedi (soprattutto con il mancino, eccezionale per potenza e precisione). In area di rigore da chiaramente il meglio di se, riuscendo ad unire potenza, abilità nello smarcarsi ed una capacità nel finalizzare l'azione che in questi mesi sta veramente strabiliando in molti.

Valutazione: 7.

lunedì 1 dicembre 2008

Guilherme e Keirrison



La difficoltà del Real Madrid, dopo il grave infortunio a Ruud Van Nistelrooy, nel trovare un suo sostituto di livello adeguato è sintomatico della non eccellente situazione nel ruolo a livello
internazionale (c'è in giro un fenomeno francese... ma hai voglia a prenderlo).
La stessa nazionale brasiliana, ha un ben più ampio bacino di scelta in ruoli difensivi (portieri, difensori centrali, oltre ai classici esterni bassi) che non in prima linea. Ronaldo è ormai al capolinea, Adriano è ancora in una fase di delicata della sua carriera, Jò che sta trovando diverse difficoltà in Premier League con il Manchester City, Pato è in una squadra che certo non è l'ideale per la crescita di un giovane ed è finito in un equivoco nella definizione del suo ruolo che lo sta limitando nella crescita. Vero ci sono Vagner Love (stagione strepitosa la sua) e Luis Fabiano (attualmente il centravanti titolare), ma sicuro non si tratta di due campioni.
Scorrendo la classifica degli "artilheiros" del Brasilerao 2008, alla posizione numero 2 e numero 4, con, rispettivamente 20 e 18 gol, troviamo due nomi di due ragazzi di 20 anni (senza clamorosi trascorsi nelle selezioni giovanili brasiliani, quindi arrivati alla ribalta relativamente tardi, rispetto a quella che è la media dei giovani in questo periodo... si parla già da mesi dei talenti più interessanti della prossima under17 brasiliana che si appresta partecipare al Sudamericano sub17 in Cile, nel 2009) che potrebbero in breve tempo andare a colmare questo gap e proporsi sul mercato mondiale come "pezzi" pregiati e abbastanza rari...

Guilherme Milhomem Gusmao, nasce ad Imperatriz, nello Stato di Maranhao , il 22 ottobre del 1988. Comincia a giocare nel Real Salvador di Bahia, dove viene notato dagli scout del Cruzeiro nel 2003. Dopo tutta la trafila nel settore giovanile (con l'acuto della vittoria nella Taça Sao Paulo Junior, di cui è anche capocannoniere), debutta in prima squadra il 7 aprile 2007, ed il 27 maggio del 2007 contro il Paranà, firma la sua prima rete da professionista (attualmente siamo a 63 presenze e 29 gol -senza contare il campionato statale-). Già la scorsa stagione si era fatto notare come uno dei prospetti più interessanti del ruolo (debuttando anche nella nazionale under20), ma il 2008 è stato quello del sua esplosione definitiva con prestazioni assolutamente straordinarie.
174 cm per 77 kg, fisico brevilineo, potente e compatto, Guilherme è un attaccante che sa giocare indifferentemente da prima o da seconda punta adeguandosi ed adattandosi al modulo ed al compagno di reparto. Quando giocava in coppia con Marcelo Moreno (pur non essendo quest'ultimo un "centravanti di manovra", come il suo fisico potrebbe far pensare) partiva preferibilmente dall'esterno (quasi indifferente il lato) per poi convergere in area di rigore. Con l'addio del centravanti boliviano, si è trovato a coesistere con giocatori dalle caratteristiche molto diverse: Thiago Ribeiro su tutti. Con l'ex San Paolo si è costruito un tandem d'attacco, molto più dinamico, che da meno riferimenti alle difese avversarie ed in cui entrambi si dividono tempi e spazi di movimento in maniera più equa. Destro naturale (ma con un sinistro educatissimo), tecnicamente di ottimo livello, capace nel controllo in corsa, abile nell'1vs1, potente nei contrasti, sa difendere bene la palla, nonostante il fisico non statuario. Ama sia venire incontro al portatore di palla per poi rifinire l'azione sfruttando una notevole visione di gioco ed una gran precisione nel fornire assist, sia attaccare lo spazio per proporsi in profondità. Ha buone doti atletiche, è rapido nel breve, sa concludere l'azione anche dalla media distanza con soluzioni precise e potenti, ma si è specializzato nei 16 metri in cui risulta letale ed abile a concludere anche di testa mostrando notevole scelta di tempo.

Valutazione: 8

Keirrison de Souza Carneiro, nasce a Dourados (Mato Grosso do Sul) il 2 dicembre 1988. Fin da giovanissimo entra a far parte delle giovanili del Coritiba in cui si segnala fin da subito per le sue notevoli doti realizzative (realizza pure qualche record di segnature). Debutta in prima squadra nel 2007, in serie B e diventa subito il capocannoniere della squadra che vince il campionato e conquista la promozione (Dunga lo premia convocandolo nella under23 olimpica). Il 2008 si apre bene con un altro successo nel campionato Paranaense (in cui segna 18 gol), ma si complica con l'infortunio già alla prima giornata del Brasilerao contro il Palmeiras che lo tiene lontano dai campi per 8 settimane. Torna a giocare solamente a luglio contro l'Internacional di Porto Alegre, ed a maggior ragione i suoi numeri (20 gol, vicecapocanniere dietro a Kleber Pereira -al cui Santos, tra l'altro ha rifilato una quaterna giusto una decina di giorni fa- quando manca una giornata al termine del campionato) sono ancora più strepitosi.
181 cm per 66 kg (il dato pare comunque abbastanza obsoleto), fisico normolineo leggero, elastico e reattivo, Keirrison è una prima punta straordinariamente dotato quando si tratta di finalizzare l'azione.
Nel 3-5-2 del tecnico Dorival Júnior, ha giostrato nei primi mesi di questo Brasilerao 2008 generalmente da punta unica (in appoggio c'erano gli ottimi Marlos -che è un attaccante esterno/seconda punta- e Carlinhos Paraiba che tagliava da destra verso il centro per fungere da rifinitore), mentre nell'ultima decina di giornate è stato schierato quasi sempre in coppia con il 21 enne argentino, Nahuel Pan che ne ha modificato in parte i movimenti offensivi senza però intaccarne lo strepitoso rendimento. Destro naturale (sa sfruttarlo anche sui calci piazzati), tecnicamente ben impostato, rapido nei movimenti e nell'esecuzione del gesto tecnico, veloce e resistente in progressione. E' un attaccante estremamente verticale, che è in grado sì di fungere da appoggio centrale per lo sviluppo della manovra offensiva (essenzialmente con appoggi palla a terra, non lo si deve cercare con palloni alti e pretendere che funga da "boa") ma da il meglio di se quando attacca lo spazio senza palla in profondità alle spalle dei centrali avversari (di cui cerca sempre "il contatto" quando sono alle sue spalle per trovare dei riferimenti sui cui effettuare poi la giocata) spesso prendendoli in controtempo. In area di rigore è abilissimo nello smarcarsi (spesso tagliando verso il primo palo) e dimostra una capacità fuori dal comune nel concludere a rete in diversi modi (destro, sinistro, in acrobazia, di testa -ottima l'elevazione-) e con una percentuale di realizzazione altissima.
E' da potenziare sotto il profilo fisico e da completare sotto quello tattico (soprattutto nella partecipazione alla fase difensiva), ma può diventare uno dei goleador più determinanti a livello mondiale.

Valutazione: 8,5

giovedì 27 novembre 2008

Preview Portsmouth - Milan | Coppa Uefa

Rapido preview (maledetto pc...).
Formazioni di Portsmouth-Milan (da http://www.acmilan.com/)
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PORTSMOUTH: James, Jonhnson, Kaboul, Distin, Traorè; Bouba Diop, Little, Hughes, Belhadjd; Crouch, Kanu.
MILAN: Dida, Zambrotta, Senderos, Favalli, Antonini; Gattuso, Emerson, Flamini, Kakà, Sheva, Inzaghi.
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Diverse assenza importanti nei Pompeys (Defoe, Campbell, Kranjacar e Diarra (trasformatosi in giocatore fondamentale)) e squadra che dopo l'addio di Redknapp non ha ancora trovato la quadratura del cerchio ed è difficilmente definibile dal punto di vista tattico. Carenze si notano soprattutto in fase difensiva, che ha perso l'ordine e la buona copertura degli spazi che (a parte alcune eccezioni) si notavano fino a qualche settimana fa. In fase offensiva il ritmo, l'intesità e la qualità di alcuni elementi garantiscono comunque discrete garanzie (apprezzabili anche lo scorso weekend nonostante il pareggio interno con l'Hull City).
Con l'inserimento dello stagionato Little (che dovrebbe posizionarsi largo a dx, con Diop che torna nel suo ruolo naturale al centro) Adams cercherà di dare più ampiezza e profondità possibile sugli esterni (vista anche la coppia d'attacco). La catena mancina, soprattutto, mostra un efficacia ed una coesione davvero interessante. L'ex Marsiglia Belhadj, si è inserito subito bene (a parte qualche eccesso di foga) e l'ex gunners Traorè, è un 89 che ha tutte le carte in regola per diventare uno degli esterni bassi più forti al mondo (anche se fino ad ora è stato schierato spesso a centrocampo. vediamo stasera). Littlea a destra, ci mette applicazione ma è fin troppo lineare, mentre Jonhson sta cominciando a confermare quello che prometteva da giovanissimo, con discreta continuità. Coppia mediana di puro contenimento e centrali difensivi in cui l'assenza di Campbell (nonostante l'età) potrebbe farsi sentire con Kaboul che da quando in è in Premier ha dato una brusca involuzione alla sua promettente carriera.
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Commento dopo il 1° tempo
Col passare dei minuti hanno alzato baricentro, ritmo ed intensità di gioco, trovando soprattutto (come prevedibile) diversi affondi sugli esterni. Siamo riusciti a sfruttare bene alcuni contropiedi con il Portsmouth "in uscita", che ha evidenziato le solite lacune di organizzazione difensiva (soprattutto di coordinazione tra centrali ed esterni nei movimenti a salire/scendere del reparto) .Sicuro hanno già visto giocare i Pompeys, perchè si nota una particolare attenzione ai raddoppi (a volte anche triplicati, con emerson che va pure lui in quella zona) sulla fascia sinistra loro (la fascia "forte") (e destra nostra) per contenere Traorè e Belhadj. Sono riusciti però a creare qualcosa ugualmente e soprattutto, finiamo per scoprire la zona opposta con Antonini spesso preso in mezzo tra Little e Johnson (ottimo).
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Commento dopo il 2° tempo
La difficoltà nel coprire completamente il campo in ampiezza, con la nostra fascia sinistra in evidente sofferenza è stata la causa di entrambi i gol del Portsmouth (alidlà degli errori di marcatura in area). Pompeys che giocavano più ordinati del primo tempo, con distanze ridotte tra la terza e seconda linea che hanno evitato loro di subire i break della prima frazione di gioco. Partita che sembrava praticamente chiusa (nonostante le sostituzioni) fino alla punizione di Ronaldinho (bella, ma James vergognoso) che ha rimesso in gioco tutto soprattutto per un atteggiamento sbagliato della squadra di Adams, evidentemente impaurita.

lunedì 24 novembre 2008

Torino - Milan 2 - 2

Dicevo che si era già notato contro il lecce, una fase della partita in cui aldilà degli sforzi iniziali la squadra tendeva inesorabilmente (e naturalmente) ad allungarsi ed a fare male le transizioni difensive. il lecce è penoso ed era bloccato a livello psicologico, quindi ha solo fatto notare il problema senza sfruttarlo a suo favore. Il toro (pur in un disordine tattico scandaloso in fase difensiva, che non abbiamo saputo sfruttare, impostando male tutte le ripartenze -che in genere poi non sono altro che dei coast to coast di Kaka, che ieri non girava-) ha qualità in qualche misura superiori (pur se comunque modestissime), che ha sfruttato creando una buone mole di gioco con relativa facilità.

Gli episodi arbitrali, non li giudico. A volte sono a nostro favore, a volte no. Meglio pensare alla squadra.

mercoledì 19 novembre 2008

Marquinhos


Non è solo la seria A brasiliana a fornire talenti interessanti per i club europei, anche in serie B si possono trovare giocatori di notevole prospettiva come dimostra il caso di Keirrison (di cui parlerò in uno dei prossimi articoli), quest'anno sul taccuino di diversi operatori di mercato, ma rivelatosi già l'anno scorso come un attaccante da futura Selecao.
Oltre al 9 del Coritiba, lo scorso anno fu l'occasione per intravedere le straordinarie potenzialità (affatto inferiori a quelle dello sponsorizzatissimo Douglas Costa ... anzi) di un ragazzo che in questo 2008 è diventato il giocatore più determinante del suo club ed una rivelazione assoluta nel Brasilerao.

Marcos Antonio da Silva Gonçalves, meglio conosciuto come Marquinhos, nasce il 19 ottobre 1989 a Prado, Bahia, in Brasile da una famiglia in difficili situazioni economiche. Nazionale under15 ed under17, dopo tutta la trafila nelle selezioni giovanili del Vitoria, debutta in prima squadra nel 2007. Le presenze di Marquinhos nel Vitoria la scorsa stagione furono solamente due, ma bastarono per far intuire che si trattava si un talento assolutamente fuori dal comune, che non ha potuto far altro che confermarsi nella strepitosa stagione che sta disputando quest'anno sia nel campionato Baiano, sia con le 27 presenze e 7 gol, in serie A. Naturale conseguenza di ciò non potevano non essere gli interessamenti di diversi club, tra cui il Palmeiras che sembra molto vicino a chiuderne l'acquisto.

175 cm per 68 kg, destro naturale, fisico normolineo leggero, elastico e nervoso, Marquinhos nasce trequartista e, nelle giovanili, è stato anche provato da esterno destro di centrocampo, ma quest'anno si è consacrato come seconda punta affiancando (e completandosi) con centravanti con caratteristiche da prima punta come Dinei o Rodrigao. Dotato di straordinarie doti atletiche, notevole stacco da terra, capace in acrobazia, la corsa è bruciante ed esplosiva fin da primi passi e diventante incontenibile in spazi aperti. Tecnicamente dotatissimo, è rapido ed abbastanza lineare nell'esecuzione del gesto tecnico, ha buone doti balistiche soprattutto in movimento e preferibilmente con il suo piede naturale.
Giocatore che sa essere devastante nelle transizioni offensive ribaltando il fronte palla al piede con grandissima velocità, ma abile anche nello smarcarsi con alcuni movimenti senza palla in diagonale dall'interno verso l'esterno. In area di rigore (in cui converge generalmente dalla destra attaccando il secondo palo), si è dimostrato un attaccante migliorabile sotto alcuni aspetti, ma già apprezzabile per la freddezza che dimostra nell'1vs1 contro gli estremi difensori avversari e per la l'agilità con cui riesce sempre a liberarsi per la conclusione.

Valutazione 8,5

lunedì 17 novembre 2008

Tritium, il problema è nella testa

Come c'è scritto in alto :), sono un simpatizzante della Tritium (serie D, girone B)... un commento dopo la partita persa ieri con il Turate.

La classifica attuale sembra confermare quello che è il pensiero più comune tra i tifosi fin da quest’estate: la squadra è stata ridimensionata. Non c’è alcun dubbio che perdere giocatori come Pozzato, Dionisi, Lombardi e Pesenti (la “colonna vertebrale” della squadra di Mangia) sia stato un problema serio, ma nonostante le apparenze, le potenzialità della squadra attuale, non sono così clamorosamente inferiori a quelle del gruppo 2007/2008. Valutazione azzardata o troppo “filo-societaria”? Non credo. Se il mister riuscisse a lavorare con continuità su quello penso possa essere un 11 tipo, molti cambierebbero idea… Il problema è che quando arriverà quel momento (quando ovvero avrà tutti gli uomini più importanti disponibili) potrebbe essere troppo tardi (se non lo è già…) sia per una questione numerica legata alla classifica, sia (cosa più importante) per una questione psicologica di una squadra che non ci crede più e non crede più in se stessa.

La partita di ieri è stata condizionata in modo troppo decisivo dai due gol del Turate all’inizio dei due tempi, per poter trarne valutazioni assolute, ma ha comunque fornito ancora una volta la conferma del problema più serio di questa squadra: la difficoltà nel creare palle gol.
Legare il tutto alla sola mancanza di un attaccante come Pesenti, sarebbe superficiale oltre che fuorviante. Non si può però non sottolineare quanto fosse importante, nello sviluppo della manovra offensiva della squadra di Mangia, la presenza di un giocatore con le sue caratteristiche.
Per una squadra che per idea di fondo ha la volontà di cercare sempre e comunque “di fare la partita” (credo sia anche il volere anche di mister Beggi, sia leggendo sue dichiarazioni, sia vedendo giocare la sua Juniores lo scorso anno) il riuscire ad attaccare difese schierate è lo scoglio principale contro cui si trova la maggior parte delle volte a scontrarsi (nei match in casa, soprattutto). La possibilità di verticalizzare subito la manovra su un riferimento centrale in prima linea, evitando una complicata manovra palla a terra, per poi cercare gli inserimenti sulle “seconde palle” rese fruibili dalle sponde del centravanti è fondamentale. Quest’anno questa possibilità è (rispetto allo scorso anno) è quasi trascurabile.
Diventa necessario a questo punto modificare il modo con cui si costruisce la manovra offensiva, andando a cercare altre priorità (teoriche): un possesso palla più accentuato, ma al contempo dinamico, fatto di pochi tocchi; movimenti senza palla per dare più opzioni di passaggio possibili al portatore di palla e minori riferimenti alla difesa avversaria, maggior profondità di manovra –per tentare di allungare le distanze fra seconda e terza linea avversaria-; partecipazione più consistente degli esterni bassi per dare più ampiezza di gioco ed in fase di non possesso un pressing più alto per cercare di rendere più letali possibili le transizioni offensive che vengono concesse (più recuperi palla alto, più hai possibilità di “fare male”) tenendo al contempo la squadra il più possibile corta (di qui la necessità di un ricorso frequente al fuorigioco).

La Tritium attuale gioca con un baricentro decisamente basso e comincia una fase di pressing solamente nella propria metà campo. La fase difensiva (e quindi il lavoro richiesto ai difensori, meno portati ad intervenire in situazioni “limite”) sicuramente ne trae beneficio, perché aldilà degli 11 gol incassati, se escludiamo la partita in casa con il Renate e la trasferta con la Sestese (partite particolari, che esulano dal trend medio), in cui abbiamo subito 6 gol vediamo che abbiamo preso 5 gol in 9 partite (media 0,5 a gara) dato tutt’altro che trascurabile. Rimane chiaramente il dubbio che aldilà delle volontà teoriche del mister, un’impostazione del genere sia soprattutto legata alla condizioni dei difensori centrali che ha a disposizione, non esenti da errori (che quindi si dilaterebbero e diventerebbero probabilmente troppo determinanti, se la squadra giocasse in un’altra maniera).
In fase di possesso la manovra viene costruita con difficoltà, soprattutto con appoggi semplici (le verticalizzazioni od i cambi di fronte, sono spesso fuori misura) e i centrocampisti (ed anche i difensori) vanno subito in affanno al minimo accenno di pressing con conseguenti errori o palloni sparati via a caso. L’azione fa fatica a decollare e si nota una certa separazione fra la difesa, più i due mediani, con il resto della squadra che finisce imbrigliata fra la seconda e la terza linea avversaria. Il ritmo di gioco basso e l’assenza di movimenti senza palla (Mazzini a parte) non fanno altro che peggiorare la situazione.
Una soluzione per cercare di dare una maggiore qualità nell’impostazione della manovra potrebbe essere quella di arretrare Daldosso in mediana, “alla Pirlo” per intenderci (già di suo ogni tanto si abbassa, sguarnendo però la trequarti). Giocatore decisamente fuori categoria, ha una qualità tecnica ed una visione di gioco che sarebbero determinanti in quella zona di campo. Chiaramente andrebbe affiancato da un ’89 (Corti o Di Ceglie, che hanno ottime qualità in fase di interdizione).
Il ruolo di trequartista andrebbe ricoperto chiaramente da Roberto Bortolotto (quando rientrerà), fondamentale anche con le sue conclusioni da fuori (altra soluzione da ricercare contro squadre troppo bloccate dietro). La presenza di Mazzini sul centro sinistra del tridente offensivo, è fondamentale (sia per l’applicazione che ci mette in entrambe le fasi di gioco) per la capacità –unica- di smarcarsi senza palla in profondità (con le verticalizzazioni mancine di Daldosso la cosa potrebbe diventare letale). Gambino, pur con altre caratteristiche rispetto a Pesenti, si sta rivelando un attaccante assolutamente adeguato al contesto, quindi da parte della società in sede di mercato ci sarebbe la necessità solamente di un acquisto di un centrale difensivo che permetta di giocare in una maniera più adeguata alle idee dell’allenatore. A patto però di crederci… di credere che questa squadra possa fare ancora qualcosa di positivo in questo campionato. Anche se i primi ad autoconvincersi di ciò dovrebbero essere i giocatori. Dovrebbero credere nelle proprie qualità e nella propria forza. Questo è la prima cosa da risolvere.


Classifica Serie D, girone B alla 11esima giornata.



Casa
Fuori
Totale
Casa
Fuori
Totale.
SquadrePtGVNP
GVNP
GVNPM.I.RS
RS
RS
+Renate276510
5320
11830+4113
93
206
+Pro Belvedere Vercelli236411
5311
11722084
75
159
+Darfo Boario226510
5203
11713-1176
79
2415
+Colognese215320
6312
11632051
88
139
-Us Sestese205500
6123
11623-1122
48
1610
=Alzano Cene 1909185320
6141
11461-362
45
107
-Voghera175230
6222
11452-462
86
148
+Calcio156321
5041
11362-853
34
87
=Solbiatese156312
5122
11434-864
57
1111
-Tritium146222
5131
11353-976
45
1111
+Caratese135221
6123
11344-865
24
89
-Borgomanero135212
6132
11344-856
35
811
-Merate126303
5104
11407-1198
49
1317
+Nuova Verolese105032
6213
11245-1135
68
913
-Casteggio Broni106132
5113
11245-1356
411
917
+Turate85023
6204
11227-1348
69
1017
-Fanfulla66123
5014
11137-1748
16
514
-Olginatese45113
6006
11119-1758
212
720

giovedì 13 novembre 2008

Gremio - Felipe e Douglas Costa


L'apertura all'ingaggio di due extracomunitari per squadra, nella scorsa sessione del mercato estivo, ha dato un notevole impulso all'attività in certi paesi degli osservatori italiani ed ha consentito l'arrivo di un certo numero di giocatori che hanno elevato la competitività della classe media del nostro campionato (e di conseguenza di tutto il movimento). La possibilità di acquisire talenti interessanti e di prospettiva a prezzi accessibili (rispetto alla media del mercato europeo), al momento attuale non può però essere trascurata neanche dai cosiddetti top-team. E' di questi giorni la notizia di un accordo quasi chiuso dalla Juventus con il Gremio per due ragazzi "prodotti" dal loro straordinario settore giovanile: Felipe e Douglas Costa. Scopriamo chi sono.

Felipe Mattioni Rohde (o semplicemente Felipe) nasce il 15 ottobre 1988 a Ijuí (Rio Grande do Sul, Brasile). Il Gremio lo preleva dal Santo Augusto dopo un amichevole in cui si era messo particolarmente in evidenza e dopo tutta la trafila nel settore giovanile (condita da diversi titoli e riconoscimenti, tra cui quello di secondo miglior giocatore di un torneo under20 giocato in Spagna) lo fa debuttare da professionista nel Brasilerao 2008.
177 cm per 72 kg, Felipe, destro naturale, fisico normolineo, armonico è un laterale destro che generalmente gioca in seconda linea di un 3-5-2 (ruolo in cui dichiara di trovarsi al meglio).
E un fluidificante di chiaro "stampo" brasiliano a cui piace appoggiare costantemente la manovra offensiva alternando sia affondi senza palla sugli esterni dopo lo scarico ad un compagno, oppure a tagli palla al piede per diagonali interne (tipo quelli di Daniel Alves al Siviglia, con i dovuti -ed al momento enormi- distinguo). Discreto gioco di gambe, in corsa è in grado di andare via nell'1vs1, tecnicamente di buon livello, ha un destro molto sensibile con cui effettua cross, non velocissimi, ma abbastanza precisi e ben "tagliati". Agile e rapido nel breve, ha anche una discreta progressione che gli consente di guadagnare lo spazio necessario per non essere ostacolato al momento di crossare.
Le basi di partenza sono di ottimo livello quello che manca attualmente è forse una certa mancanza di agonismo e decisione durante i 90 minuti. Se la prende comoda nei ripiegamenti difensivi (spesso sono gli interni di centrocampo che devono abbassarsi per coprire la sua zona), lavora poco in fase di pressing, tende quasi a nascondersi in alcuni momenti della partita, proponendosi solo a fasi alterne.

Valutazione 7.

Douglas Costa de Souza, nasce il 14 settembre 1990 a Sapucaia do Sul in Brasile. Nazionale under19 ed under20, si è segnalato come un talento fuori dal comune sin dalle categorie giovanili (vedi ad esempio la Copa Belo Horizonte del 2008) ed ha debuttato da pro nell'ottobre scorso contro il Botafogo.
170 cm per 63 Kg, Douglas Costa, sinistro naturale, fisico brevilineo,leggero, agile e scattante è un centrocampista offensivo che viene schierato in genere da trequartista o da seconda punta.
Tecnicamente eccezionale, ha un grandissimo controllo di palla, una magnifica visione di gioco, salta l'uomo con grande facilità ed ha una rapidità di pensiero e di esecuzione del gesto tecnico davvero notevoli. Estremamente dinamico, svaria su tutto il fronte offensivo (con preferenza nella zona destra del campo cosicché da poter rientrare in posizione di sparo) ed in velocità palla al piede è praticamente inarrestabile. Ha un incredibile facilità di calcio con il piede sinistro, con cui prova conclusioni precise e potenti da diverse posizioni e distanze.
Dovrebbe completare il suo gioco (sfruttando di più anche le sue qualità da rifinitore e non sempre cercando la soluzione in prima persona) e allenare di più anche il piede destro (con conseguenze anche nella direzionalità dei dribbling, come diversi mancini) ma le potenzialità sono davvero grandi e si tratta senza dubbio di uno dei giocatori più interessanti del suo ruolo nel panorama sudamericano.

Valutazione 8,5.

Chiaramente i giocatori meritevoli di una segnalazione di questo Gremio versione 2008 che sta disputando un gran Brasilerao (attualmente è al secondo posto a -2 dal San Paolo capolista) non si fermano qui.
Restando fra i giovanissimi non si può non parlare di Rafael Carioca, mediano classe 89, che unisce doti da leader, buoni basi tecniche e capacità nell'impostare l'azione ad un notevole rendimento in interdizione con un'intelligenza tattica non comune per quell'età.
Se voleva prendere un terzino destro la Juventus poteva guardare anche (anzi forse in prospettiva ci avrebbe anche guadagnato, nonostante non abbia ancora debuttato da pro) a Thiago Ribeiro, classe 89, spiccatamente offensivo, più regolare nel proporsi, con notevoli doti di fondo e con un destro teleguidato (dall'altra fascia meritano una menzione anche Anderson Pico ed Helder, entrambi classe 89).
Rafael Martins, classe 89, nella Copinha Sao Paulo di qualche mese fa si era laureato capocannoniere del torneo e segnalato come un 9, rapido, intelligente ed efficacissimo nei 16 metri finali.
Notevole la stagione del n1 Victor, mentre la sua riserva Marcelo Grohe classe 87 è uno spreco da tenere come dodicesimo.
Di ottimo livello fino ad ora il Brasilerao di Rever, longilineo difensore di 23 anni, schierato generalmente come centrale di sinistra (anche se lui è destro) della terza linea a 3: insuperabile di testa, veloce, preciso nell'anticipo, spiccato senso tattico, non vai mai in affanno e sa anche far ripartire l'azione (a volte proponendosi lui stesso). Di 3 anni più giovane, compagno di reparto di Rever (gioca da centrale di destra) è Leo, rapido, atletico ed irruento (troppo) stopper autore comunque anche lui di una positiva annata.

domenica 9 novembre 2008

Lecce - Milan 1 -1

Rapido commento.

Forse la miglior prestazione stagionale (vabbè il Lecce è una squadra con una rosa da B, ma la prestazione resta) e non portiamo a casa i 3 punti...
Pressing già sulla trequarti avversaria, discreta rapidità di circolazione di palla con massimo due tocchi, buoni movimenti senza palla e facili opzioni di passaggio per ogni portatore (anche per gattuso che non casualmente si fa apprezzare anche in fase di costruzione -pirlo con una prestazioni di squadra così ci andrebbe a nozze-): per buona parte della gara si sono viste alcune cose che si invocano da mesi.
Si è vista qualche piccola crepa solo quando il Lecce in una fase del primo tempo, ha cominciato a recuperare palla più in alto (prima l'azione la spegnevamo molto bene sul nascere) impostando qualche ripartenza e siamo andati in leggera difficoltà sia con i centrali (per giocare con una difesa in questa posizione bisognerebbe avere anche i centrali adeguati...) sia nell'effettuare una transizione difensiva rapida (con non tutti che vi si applicavano). Da tenere in considerazione con un'altra squadra.
Sulla palla inattiva finale c'è stato più un errore singolo che di "sistema", quindi poco da dire.

venerdì 7 novembre 2008

Marko Arnautovic


Quello che stupì gli addetti ai lavori quando si trovarono di fronte il giovane Zlatan Ibrahimovic, fin dai tempi del Malmö FF, fu la strabiliante abilità tecnica unita ad un fisico così possente. Qualità del genere così abbinate, sono casi più unici che rari. Ci sono sì esempi di giocatori che per qualche aspetto sono lontanamente accostabili, ma sono più forzature giornalistiche che altro.
Quando però durante un Europeo under19 (nel nostro caso quello del 2007, vinto dalla Spagna di Aaron Niguez, Asenjo, Parejo, Javi Martinez e compagnia), vedi un armadio austriaco di 192 cm, fare rabone, colpi di tacco smarcanti per i compagni, elastici e no look a ripetizione è evidente che non ci si trova di fronte ad un giocatore normale. Chiaramente gli aspetti da considerare per valutare le prospettive di un giovane calciatore sono molteplici, ma in questo caso le basi sui cui lavorare sono davvero notevoli.

Marko Arnautovic, nasce il 19 aprile 1989 a Floridsdorf vicino a Vienna da una famiglia di origine serba. Nazionale under19 ed under21 austriaco, l'11 ottobre 2008 in una partita di qualificazione ai Mondiali del 2010 in Sudafrica contro le Isole Faroe, subentrando a Marc Janko, ha debuttato
anche in nazionale maggiore.
Dopo ottimi trascorsi (anche in termini realizzativi) nelle giovanili del Twente fa il suo debutto in Eredivisie il 14 aprile 2007 contro il PSV Eindhoven.
Nelle sue prime due stagioni colleziona soprattutto panchine e subentri a partita in corso (16 presenze complessive), mentre in questa stagione è arrivata la svolta. Come per Derdiyok nella nazionale svizzera, anche per Marco l'infortunio di N'Kufo (centravanti titolare in entrambe le squadre) è stata la chiave di volta per la sua esplosione. Con il rientro del 33enne di origine congolese, Arnautovic è stato giocoforza dirottato sull'esterno destro del tridente della prima linea del Twente (l'under 21 olandese Elia, occupa invece la fascia sinistra), non il ruolo migliore per le sue caratteristiche ma la maglia da titolare è intanto entrata in suo possesso e sono arrivati anche i primi gol: 3 in 5 presenze.

192 cm per 83 kg, Arnautovic, è un centravanti destro naturale dal fisico longilineo, potente e muscolare. Nonostante la stazza non è affatto impacciato od oltremodo lento nei movimenti e la sua falcata una volta innescata è apprezzabile: chiaramente la velocità è un aspetto sui c'è comunque da lavorare.
Se schierato da come riferimento più avanzato in un tridente (o anche in una linea a 2), oltre a venire incontro spalle alle porta difendendo con molta abilità la palla per favorire gli inserimenti dei centrocampisti, sa fungere anche da trequartista (allargandosi anche sugli esterni per ricevere) aggiunto sfruttando una visione di gioco fuori dal comune. Controllo e tocco di palla fantastici, ha una qualità e delle risorse tecniche davvero incredibili. Riesce a saltare l'uomo con relativa facilità anche da fermo sfruttando (oltre al corpo come Zlatan), una serie tricks davvero notevoli. Il calcio con il destro (prova però conclusioni anche con il sinistro) è potente e preciso anche da media distanza.
Il maggior difetto rilevabile attualmente è una certa discontinuità di rendimento anche nel corso dei 90 minuti.

Valutazione 8.

martedì 28 ottobre 2008

IFK Göteborg



Il 2007 è stato l'anno del ritorno ad alti livelli per l'IFK Göteborg. Dopo ben 11 anni di delusioni e campionati mediocri (con il rischio retrocessione in Superettan, nel 2002), una delle squadra più titolate della Scandinavia (anche 2 Coppe Uefa -1982 e 1987- nel suo palmares) è tornata a vincere l'Allsvenskan in volata su Kalmar e Djurgarden.
Nella stagione attuale, che si concluderà tra due giornate, i Blåvitt non hanno saputo ripetersi in campionato che li vede attualmente al quarto posto (l'Helsingborgs, ha però una partita in più) a -7 dal vertice, ma hanno trionfato in Coppa di Svezia battendo in finale proprio il Kalmar per 5 a 4 ai calci di rigore.
La chiave di volta di questa rinascita è stata l'investimento su diversi ragazzi giovani, ma di notevole prospettiva, che meritano perciò di essere conosciuti meglio.

Ragnar Sigurdsson, nasce il 19 giugno 1986 a Árbær un sobborgo di Reykjavík. Cresciuto nel locale club del Fylkir, nel 2007 arriva in Svezia su segnalazione di Håkan Mild.
Destro naturale, fisico longilineo, potente (187 cm per 85), atletico, resistente, l'islandese è un difensore centrale (nel Goteborg gioca sul centro sinistra di una difesa a 4) dinamico e reattivo, aggressivo ma generalmente pulito in marcatura e quasi insuperabile sui palloni aerei. Tecnicamente non è niente di eccezionale, ma non disdegna qualche sganciamento palla al piede dalla terza linea per iniziare l'azione qualche metro più avanti. Meglio il primo anno in Svezia, rispetto al secondo, titolare nella nazionale islandese, è uno dei prospetti più interessanti del panorama nord europeo, nel suo ruolo.

Valutazione : 6,5.

Mattias Bjärsmyr, nasce a Hestra, vicino a Gislaved il 3 gennaio 1986. Dopo diverse presenze nel Husqvarna, (serie C svedese), nel 2005 passa al Goteborg nel quale debutta il 30 maggio dello stesso anno contro l'Elfsborg.
Il destino ha valuto che nella partita decisiva per l'assegnazione dell'Allsvenskan 2007, contro il Trellerborg, fosse a soli 21 anni il capitano della squadra. Casualità (mancavano Alexandersson e Johansson), ma fino ad un certo punto: la spiccata personalità è uno dei maggiori punti di forza di questo ragazzo che anche quest'anno è stato il migliore difensore del campionato.
Centrale di destra e compagno di reparto del già citato Sigurdsson (una delle più giovani coppie d'europa), Bjärsmyr, destro naturale, è un regista difensivo tatticamente intelligente, dal fisico longilineo (186 cm per 81 kg), elastico, dinamico, reattivo. Difensore completo, sia sotto il profilo tecnico, che atletico, in genere riesce sempre ad essere ben concentrato durante tutti i 90 minuti di gioco e sa rendersi pericoloso anche sulle palle inattive offensive.
Nazionale svedese.

Valutazione: 7.

Sebastian Eriksson, nasce il 31 gennaio 1989. Acquistato nel 2006 dall'Åsebro, fa il suo debutto in prima squadra l'anno dopo. 185 cm per 72 kg, fisico longilineo, leggero, resistente, mancino naturale è un calciatore che per la sua notevole duttilità tattica può essere paragonato a Jan Vertonghen, mediano belga dell'Ajax da cui lo differenzia però una struttura fisica decisamente meno imponente. Esterno sinistro basso in una difesa a 4, laterale in una seconda linea sempre a 4, oppure mediano sinistro davanti la difesa, Eriksson fino ad ora è stato impiegato in diversi ruoli nel 4-4-2 degli svedesi (questo però con il passare del tempo potrebbe diventare un handicap). E' molto probabilmente nell'ultimo ruolo quello in cui riesce a dare il meglio di sè: deciso ed efficace in interdizione, bravo a non scoprire la sua zona, interessante nel rilancio dell'azione anche a lungo raggio sfruttando una capacità e precisione di calcio con il piede sinistro di buon livello.
Gioca regolarmente nella nazionale under21 svedese

Valutazione: 6,5.


Gustav Svensson, nasce il 7 febbraio 1987 a Göteborg. A parte alcune parentesi in club locali, viene aggregato nelle giovanili dell'IFK Goteborg fin da quando ha 14 anni. Dopo essersi conquistato il posto da titolare è diventato una della rivelazioni della stagione passata dei Blåvitt ed un punto di riferimento importante anche per l'under21.
Fisico normolineo, compatto, muscolare (183 cm per 82 kg), Svensson è una sorta di Gattuso svedese. Destro naturale, estremamente grintoso, duro nel contrasto, dinamico, ha una notevole capacità aerobica che gli permette di giocare con grandissimità intensità per tutti i 90 minuti di gioco.

Valutazione: 6,5.

Robin Söder nasce ad Alingsås, nel sud della Svezia l'1 aprile 1991. Nazionale under15, under16, under17 (di cui è stato capitano) ed ultimamente under21 (esordio quasi-record, lo scorso settembre), è stato acquistato dal Goteborg dal piccolo club del Stenungsunds IF nel dicembre del 2007. Dopo una decina di giorni dal suo debutto (1 luglio 2008 contro il Trelleborgs ), ha realizzato anche il suo primo gol da professionista decidendo al 91esimo la partita in transferta contro il Djurgårdens. E' stata la rivelazione assoluta dell'Allveskan 2008 ed è già entrato nel mirino di diversi club europei.
Fisico normolineo, leggero, è un attaccante che sa giostrare sia da prima (sa essere letale nei 16 metri) che da seconda punta, anche se preferisce partire fronte alla porta, attaccando lo spazio in velocità. Praticamente ambidestro, è rapido, veloce, agile, scattante, tecnicamente ben impostato, dimostra una spiccata personalità ed un'intelligenza (soprattutto nei movimenti senza palla) assolutamente non comune per quell'età.
Ricorda, per alcuni aspetti, il primissimo Shevchenko della Dinamo Kiev.

Valutazione: 7,5.

Il gruppo di giovani talenti interessanti dell'IFK Goteborg non si esaurisce però a questi ragazzi. Se questo è stato l'anno di Soder, non ci si può dimenticare che l'anno scorso ha debuttato in prima squadra a 15 (!!) anni Nicklas Barkroth, rapido e compatto attaccante classe 92 di cui sentiremo ancora parlare. Il compagno di attacco di Robin è spesso stato Puntus Wernbloom, un ex centrocampista classe '86 riciclato in un centravanti completo ed abile sia a concludere che rifinire. In seconda linea da non sottovalutare l'esplosione di Jakob Johansson, classe 90, mezzala atletica e bravo negli inserimenti. Di interessanti prospettive l'estremo difensore Erik Dahlin, classe 89, nazionale under21 ed il terzino destro classe 88 Erik Lund.

domenica 26 ottobre 2008

Sofiane Feghouli



Quando in Ligue 1 emerge un centrocampista con qualità tecniche sopra la media spunta puntualmente il paragone con Zinedine Zidane. Figuriamoci se poi il ragazzo in questione ha pure origini algerine, come nel caso di Sofiane Feghouli. Quanto poi questo accostamento sia azzeccato sembra non importare molto a nessuno visto che ricompare puntuale in ogni news di calciomercato (attualmente ancora poche sui media italiani, ma è solo questione di tempo) a dispetto del fatto che Feghouli abbia più le caratteristiche di un 8 (che guardacaso è anche il suo numero di maglia), che di un 10 puro come era Zizou.

Sofiane nasce a, Levallois-Perret, periferia nord di Parigi, il 26 dicembre 1989. Dopo alcune convocazioni nelle nazionali giovanili francesi (under17, under18 ed, ultimamente, under21) ed il debutto in prima squadra nell'aprile del 2007, Feghouli è stato uno protagonisti (26 presenze e 2 gol) nel campionato di Ligue 2 dello scorso anno che, con il terzo posto finale, è valso la promozione al Grenoble.
Attualmente è titolare indiscusso nell'undici di mister Mehmet Bazdarevic che sta disputando un torneo di notevole livello (splendida la vittoria di oggi in trasferta contro il Saint-Etienne -potenzialmente una gran squadra, soprattutto in prima e seconda linea- e sesto posto in classifica a meno quattro dal Lione capolista).

Destro naturale, 178 cm per 71 kg, fisico normolineo, compatto, agile, rapido e veloce, Feghouli nel 4-4-2 (che dà il meglio nello sviluppo di rapide transizioni offensive, piuttosto che nell'affrontare una difesa schierata) del trainer bosniaco in fase di non possesso, occupa il ruolo di esterno destro alto. L'interpretazione che ne dà, non è quella però di un ala classica, perchè ama tagliare verso il centro (l'ampiezza di gioco è garantita dagli sganciamenti dell'ottimo terzino destro Manfroi) appena la sua squadra entra in possesso palla. Dimostra spiccata personalità, si propone in continuazione con un continuo movimento su tutto il fronte offensivo. Il suo livello tecnico è eccellente, ha un gran controllo di palla, buona visione di gioco e, soprattutto, capacità balistiche, con entrambi i piedi, di gran livello. Piuttosto che rifinire l'azione, ama cercare la conclusione, calciando con potenza e dando un interessante effetto a diverse sue conclusioni che assumono una traiettoria particolarmente arcuata, per poi abbassarsi improvvisamente nei pressi della porta. Visto il ruolo in cui viene schierato (in partenza), la fase difensiva che gli viene richiesta non è da sottovalutare e lui vi si applica con discreta intensità.

Valutazione: 8.

Primo post...

E' diverso tempo che pensavo di aprire un blog in cui parlare di calcio. Qualcuno penserà "... l'ennesimo...". Vero. Ma, come per tutti i media che si occupano di questo sport, quelli che per conto mio lo trattano in maniera non superficiale sono pochi....