domenica 28 dicembre 2008

Juan Pablo Pino - Darwin Quintero - Sherman Cardenas


Il Sudamericano Sub-20 del 2007 vide il successo non proprio meritatissimo del Brasile allenato da Nelson Rodrigues (che aldilà del successo, non fu mai in grado di offire una proposta di calcio interessante, difetto pagato poi nel mondiale di categoria di pochi mesi dopo) di Pato (terzo in classifica cannonieri dietro Cavani ed il cileno Vidal), Lucas, Leo Lima e Willian -tra gli altri-, con il podio completato dall'Argentina e dall'Uruguay.
Incredibilmente ultima ad un solo punto la Colombia che, nella prima fase, era stata una delle nazionali più piacevoli da veder giocare (prima nel suo raggruppamento) e con alcuni talenti offensivi interessanti che però non riuscirono ad avere la giusta vetrina. Primo fra tutti quello che per conto mio fu il miglior giocatore visto in quel torneo: Juan Pablo Pino.

Juan Pablo Pino Puello nasce il 30 marzo 1987, a Cartagena, nel nord della Colombia. La trafila nel settore giovanile dell'Independiente Medellin, viene accompagnata da diversi tornei giovanili in cui si segnala fin da giovanissimo come un giocatore con qualità decisamente sopra la media (tipo i Giochi Centroamericani e dei Caraibi ed il Torneo di Tolone nel 2006). Debutta 18enne in prima squadra nel 2005 e dopo 2 anni, 40 presenze e 4 gol, passa nel gennaio del 2007 per 3 milioni di euro, al Monaco (che superò la concorrenza del Boca Juniors e, soprattutto, dell'Udinese che sembrava aver già chiuso l'acquisto). Il primo anno nel Principato fu tutt'altro che semplice, con presenze soprattutto da sostituto e prestazioni poco significative. I 5 mesi di prestito al Charleroi in Belgio (da gennaio a maggio di quest'anno), dovevano essere utili a fargli trovare continuità di rendimento e fiducia, ma al rientro alla base quest'estate non si registrarono significativi miglioramenti. La prima linea monegasca in questi primi mesi della nuova stagione è stata una continua girandola di nomi e schemi che non hanno fatto altro che creare confusione nel ragazzo, che ha continuato a rendere ben al di sotto delle sue possibilità.
Questo fino praticamente agli ultimi due match con Valenciennes e Bordeaux (comunque persi entrambi dal Monaco) in cui ha fornito le sue migliori prestazioni da anni a questa parte (soprattutto nell'ultima con un gol e due assist -di cui uno stupendo-). Che sia la svolta?
176 cm per 72 kg, fisico normolineo, elastico, agile, reattivo, Pino è fondamentalmente una seconda punta che però nel corso della sua carriera ha ricoperto quasi tutti i ruoli offensivi possibili. Trequartista nella Colombia under20, esterno (su entrambe le fasce) di un 4-2-3-1 in Francia, ha giocato alla grande le ultime partite come spalla di un attaccante rapido come Alexandre Licata. Destro naturale, ha grandi qualità atletiche, ottima elevazione, è ben coordinato nei movimenti, agile, rapido e scattante nel negli spazi stretti, ha un cambio di passo incredibile ed una corsa in progressione bruciante e difficilmente sostenibile. Tecnicamente strepitoso, è dotatissimo nel controllo e salta l'uomo con facilità anche da fermo e con spazi di manovra limitati. E' estremamente efficace sia in fase di rifinitura, sia quando si tratta di concludere, sfruttando doti balistiche davvero notevoli con entrambi i piedi.
Giocatore molto "verticale" nel suo gioco, sfrutta il campo in tutta la sua ampiezza, è rapido ed abbastanza concreto nella giocata. Il suo limite maggiore fino a questo punto è stata la personalità. Se ha corretto questo difetto, può diventare un crack. Il voto è anche un auspicio in questo senso.

Valutazione: 8,5

Eduardo Lara, ct. della Colombia, effettuò un discreto turnover in quel sudamericano sub 20, ma le caratteristiche del suo n.7 erano difficilmente replicabili.
Carlos Darwin Quintero Villalba, nasce il 18 settembre 1987 a Calì, in Colombia. Debutta in prima squadra nel Deportes Tolima nel 2005 e dopo 2 anni (e dopo 52 presenze con 24 gol), passa in Russia al Krylya Sovetov Samara. L'esperienza è assolutamente da dimenticare (solo 11 presenze con un gol -il terzo in un 3 a 0 al Rubin Kazan-) e dopo pochi mesi torna in patria nel Deportivo Pereira. L'aria di casa gli fa molto bene e difatti torna a giocare su livelli eccezionali, portando il suo club al sesto posto nel Clausura (dopo il penultimo dell'Apertura), segnando 13 gol, riconquistando la nazionale e riproponendosi come un dei prospetti più interessanti del calcio colombiano tanto che viene acquistato dai messicani del Santos Laguna (assoluti protagonisti del 2008 in patria) per 4 milioni di dollari.
165 cm per 65 kg, fisico brevilineo, compatto, agile e nervoso, Quintero è una seconda punta estremamente dinamica e guizzante, che per le sue caratteristiche fisiche e tecniche, dovrebbe essere schierato con una prima punta abile nell'appoggiare la manovra e fungere da riferimento centrale. Interessante da questo punto di vista sarà vedere come si integrerà con Christian Benitez (sempre se rimane), che è centravanti di tutt'altre caratteristiche (prima punta adattata, brevilineo, rapido e verticale). Destro naturale (ma si può si tranquillamente considerare ambidestro, data l'incredibile padronanza di gioco con entrambi i piedi), tecnicamente di ottimo livello, è dotato di una rapidità ed un'agilità impressionante. Sguscia via con incredibile facilità in spazi strettissimi, anche se pressato da uno o più uomini, si propone in continuazione in affondi palla al piede, punta sempre l'avversario, per poi andare la maggioranza delle volte a cercare direttamente la conclusione. Rapidissimo nel girarsi e nel cambiare passo, è estremamente dinamico, svaria su tutto il fronte offensivo, ha grande resistenza, è sempre intenso e caparbio nella giocata, aggressivo nel pressing. Sa anche attaccare lo spazio senza palla, ma è generalmente abbastanza monotematico nel tipo di gioco che esprime e questo (insieme al fisico limitato), è attualmente il suo difetto principale.

Valutazione: 7

Pur avendo nel 2007, 2 anni in meno del massimo possibile (come Pato), venne convocato e diede il suo contributo, in quel Sudamericano Sub20.
Sherman Andrés Cárdenas Estupiñán, nasce il 7 agosto 1989 a Bucaramanga, in Colombia. Comincia a tirare i primi calci al pallone a 8 anni nell'Atlético Santander. Già a 10 anni vince il titolo di capocannoniere ad un torneo di calcio internazionale organizzato dalla sua squadra e poco tempo dopo passa nell'Atlético Bucaramanga, squadra per cui tifava fin da bambino. Il 28 agosto 2005 (complici alcuni infortuni ai titolari), a 16 anni e 21 giorni, diventa uno dei più giovani debutattanti di sempre nel campionato colombiano, scendendo in campo contro il Real Cartagena. Il talento parve evidente fin da subito e prova ne fu anche uno strepitoso gol da 30 metri contro l'Atlético Nacional nel suo terzo match da pro. Nel frattempo è diventato titolare e leader tecnico della squadra e le voci di mercato intorno a lui si fanno sempre più insistenti (sembrava vicino ai Glasgow Rangers, qualche giorno fa). Il "grande salto", non tarderà ad arrivare.
167 cm per 62 kg, fisico brevilineo, leggero, agile, baricentro basso, Cardenas nasce attaccante esterno, ma si è fatto conoscere ed apprezzare come trequartista (nel suo club viene schierato anche come esterno di centrocampo in fase di non possesso, ma non è chiaramente la sua posizione ideale). Sinistro naturale, sensibilissimo nel controllo, dotatissimo nel calcio per precisione, potenza ed effetto (è uno specialista dei calci piazzati), un "guanto" quando si tratta di crossare. Cerca di essere sempre al centro dell'azione, tocca moltissimi palloni che si abbassa sovente a ricevere in zona centrale per poi rifinirli come meglio crede. Dotatissimo nel palleggio, notevole è la visione di gioco, alterna il fraseggio corto, a verticalizzazioni per lanciare negli spazi i compagni. Negli ultimi 30 metri risulta determinante per la rapidità di gioco e la capacità di saltare l'avversario, per poi liberarsi alla conclusione con grande facilità.

Valutazione: 6,5

1 commento:

Ax ha detto...

Ciao Brian non ti preoccupare per il tempo... ti ho linkato