lunedì 22 dicembre 2008

Patric

Maicon e Daniel Alves, pur con caratteristiche diverse nell’interpretazione del ruolo (il primo è più verticale e diretto nella giocata, mentre il secondo –considerando però la versione del Siviglia; ora ha adattato il suo modo di giocare alle esigenze di un modulo tattico diverso a Barcellona, dato che è lui che deve garantire l’ampiezza della manovra, non essendoci più il Navas della situazione con cui dividersi spazi e tempi di gioco-, per sua formazione è meno convenzionale ed ama giocare anche tagliando per diagonali interne), sono considerati i migliori esterni destri bassi in circolazione e basta guardare una partita a caso delle loro squadre per capire quanto siano determinanti (Siena-Inter e Villareal-Barcellona, dell’ultimo weekend tanto per non andare troppo indietro nel tempo).
Chiaramente il valore del loro cartellino è cresciuto in maniera direttamente proporzionale alle loro prestazioni ed è ora a livelli quasi proibitivi (oltre i 35 milioni di euro senza dubbio), per quasi tutti i club al mondo. E’ però interessante considerare come per circa 3 milioni di euro l’uno (Maicon 22enne al Monaco, dal Cruzeiro) e 1 milione l’altro (D.Alves 19enne al Siviglia, dal Bahia), siano stati portati aldiquà dall’Atlantico giovanissimi, creando poi una plusvalenza davvero notevole.
Come ho avuto modo di dire già in altri articoli la Serie B brasiliana è un torneo assolutamente interessante e che permette di valutare ogni anno calciatori in “anteprima” ed accessibili a prezzi contenuti. I campionati 2007 e 2008 hanno proposto in successione due giovani laterali destri, di grande talento e con caratteristiche assimilabili ai due fenomeni appena citati. Lo scorso anno è stata la volta del 21 enne Apodi, autore di una stagione strepitosa con il Vitoria e poi passato al Cruzeiro ed al Santos. L’impressione che ne ricavai, dopo averlo visto giocare diverse volte, fu assolutamente fantastica : un clone di Daniel Alves (immaginavo un suo futuro da grandissimo in tempi brevi). I fatti per ora hanno dimostrato ben altro, dato che (complice anche qualche fastidio fisico, ma il vero problema non sta lì) ha giocato solo poche partite nel Brasilerao di quest’anno, tutte abbstanza interlocutorie (parliamo però ancora di un 22enne, vediamo che succederà...).
La stagione appena conclusa è stata quella invece di Patric, laterale del Criciuma (retrocesso in Serie C, al contrario del Vitoria dello scorso anno, che salì di categoria), rivelazione assoluta del ruolo e con caratteristiche stavolta simili all’esterno nerazzurro.

Patric Cabral Lalau, nasce a Criciuma (guardacaso dove è nato anche Maicon…), nello stato di Santa Caterina, in Brasile il 25 marzo 1989. Prodotto del settore giovanile del Criciuma, dopo alcune presenze nella scorsa stagione, diventa indiscusso titolare nel Brasilerao di Serie B nel 2008. Le notevoli prestazioni gli valgono in settembre la convocazione nella nazionale under 19 che partecipa al Torneo di Sendai in Giappone (in cui gioca da titolare e vince il titolo), poi quella nell’under20, che agli ordini del ct Rogério Lourenço disputerà il Sudamericano (sub20, appunto) a gennaio in Venezuela (presumibilmente ancora da titolare, anche se c’è da considerare l’assenza di Rafael del Manchester United e Michel, ex Flamengo, ora all’Almeria, rispettivamente titolare e riserva nelle selezioni inferiori e che rientreranno probabilmente nel giro la prossima estate quando si giocherà il mondiale di categoria). Il suo cartellino è di proprietà di un gruppo di imprenditori (acquistato per circa 500.000 Euro), che lo piazzeranno quasi sicuramente in qualche club di Serie A (brasiliana) per il 2009.

172 (qua la più grande differenza con Maicon) cm per 72 kg, fisico brevilineo potente, muscolare, compatto, agile e reattivo, Patric è un laterale destro che viene schierato abitualmente esterno di un centrocampo a 4 od a 5. Destro
naturale, la falcata è rapida e potente, la velocità è sostenuta fin da primi passi e si mantiene negli allunghi. Le doti fisiche ed atletiche sono di primo livello, notevoli sono le capacità aerobiche ed anaerobiche, dimostra grande resistenza, capacità di sopportare lo sforzo, grande applicazione e la giocata è sempre intensa e decisa. Tecnicamente di buon livello, appoggia costantemente la manovra offensiva, parte in progressione palla al piede, si propone in continuazione anche in affondi senza e l’azione è generalmente finalizzata alla conquista della linea di fondo, dove poi o appoggia all’indietro per favorire la conclusione dei centrocampisti che si inseriscono a rimorchio tagliando fuori i difensori avversari o alla ricerca il cross (che sa essere potente e “profondo”, ma deve migliorare in precisione ed effetto). I ripiegamenti per quanto gli è possibile (non può chiaramente sdoppiarsi) sono effettuati con puntualità e costanza, senza badare al risparmio di energie fisiche, anche se a livello tattico deve crescere, migliorando i movimenti, soprattutto in sincronia con il resto del reparto. L’impressione che ne ho tratto è stata meno folgorante, di quella che mi diede Apodi lo scorso anno, ma chissà mai che l’evoluzione porti poi a risultati diametralmente opposti (complice l’età più bassa ed una vetrina che l’altro non ha avuto).

Valutazione: 7

4 commenti:

The Chosen One ha detto...

Non lo conosco, ma da come ne parli sembra di prospettiva.
Riguardo ad Apodi, che dire, era fantastico, e non capisco come abbia fatto la Raposa a scambiarlo con Carlinhos.

Ciao

Brian Spilner ha detto...

Anche Carlinhos, è un talento nel suo ruolo (l'altra fascia), ma (sulla carta) di molto inferiore ad Apodi.
Il fatto è che nessuno dei due ha fatto quello che si sperava.

Ciao

Ax ha detto...

Ciao Brian, devo farti i miei complimeti: blog davvero interessante. Ti va uno scambio link? Se si rispondi sul mio blog
Ciau :)

ENZO ha detto...

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